1000 firme per dire No! a via Giorgio Almirante


COMUNICATO STAMPA

23 gennaio 2020

1000 No! a Via Giorgio Almirante Straordinaria adesione dei cittadini veronesi
Quale la destra del domani? Sì a Norma Cossetto

Ben 1000 cittadini veronesi hanno sottoscritto la lettera consegnata lunedì scorso da “La città che sale” al Prefetto. “Un risultato di grandissimo significato civico – osserva il presidente Alberto Battaggia – se pensiamo che la raccolta delle sottoscrizioni sul nostro blog lacittachesale.eu è iniziata solo tre giorni fa”. Ma le sottoscrizioni continueranno: “terremo aperta la pagina sul blog fino alla decisione del Prefetto”.

La città deve riflettere. Quale destra per il sistema politico?

Secondo i responsabili dell’Associazione, la vicenda non esprime affatto una banale contrapposizione tra parti politiche avverse, come esponenti della maggioranza di Palazzo Barbieri hanno polemicamente sostenuto. “Purtroppo la questione evidenzia un problema più grave, identitario, che riguarda una parte dello schieramento politico della destra italiana”. In che senso? “Il nostro paese ha bisogno di una cultura politica di destra europea, liberale, moderna, laica, rivolta al futuro – continua Battaggia – non di anacronistiche ed illiberali nostalgie”.

Alcuni continuano a giustificare la grottesca combinazione celebrativa insistendo sul tema della “riconciliazione”, dell’ “odio da stemperare”: “Ma quale odio? Come possono riconciliarsi vittime e carnefici? Che senso ha? Lo avrebbe solo se i carnefici, ossia i fascisti, avessero chiesto o chiedessero scusa, rinnegando i loro errori e il loro passato, come aveva lodevolmente cercato di fare anni fa Gianfranco Fini, fondatore di An, definendo il fascismo ‘il male assoluto’ – prosegue Battaggia – ma non mi sembra che questo processo sia poi avvenuto fino in fondo”.

“Sia ben chiaro – precisa Battaggia – che analoga, radicale presa di distanza va assunta nei confronti del comunismo staliniano. Il valore della libertà, il disprezzo delle tirannie deve valere a 360 gradi. Bisogna essere antifascisti per gli stessi motivi – stanno nella nostra Costituzione! – per il quale si è anticomunisti. Per fortuna furono le truppe angloamericane e non l’Armata rossa ad occupare il nostro Paese, altrimenti avremmo
Associazione La città che sale – www.lacittachesale.eu – 3409822281
fatto la fine dell’Ungheria o della Bulgaria sovietizzate”.

Un occasione per riflettere

“La vicenda va sprovincializzata – continua Battaggia – occorre riflettere: non si tratta di uno scivolone maldestro dovuto all’inesperienza: pensiamo ai cori della curva Sud, sempre minimizzati; al congresso della Santa Alleanza del marzo scorso; ai ridicoli tentativi di evidenziare ‘le cose buone’ di Mussolini…: a chi serve una destra del genere? Quale contributo può dare alla crescita di una società evoluta, operosa, moderna ed europea come quella veronese”? Verona ha ormai una immagine deformata a livello nazionale. Speriamo solo nazionale.

Sì a Norma Cossetto. Le due destre

“La città che sale” si sottrae perciò ad ogni polemica spicciola, “Ad esempio – conclude Battaggia – non avremmo avuto alcuna ostilità, anzi, avremmo appoggiato con convinzione il Comune, se la Giunta avesse proposto, come è stato vagheggiato , di intitolare una via ad un vera vittima come Norma Cossetto, vergognosamente e barbaramente uccisa dai partigiani comunisti del maresciallo Tito durante i tragici massacri delle Foibe”.

Ancor più alla luce di quanto accaduto, “La città che sale” ha intenzione di promuovere nelle prossime settimane un convegno dedicato al problema delle “due destre” nel sistema politico italiano.
Con preghiera di pubblicazione
Verona, 23 gennaio 2020

2 commenti su “1000 firme per dire No! a via Giorgio Almirante

  1. Intitolare una via ad Almirante è degradare una città che già non brilla per la sua amministrazione comunale. È anche offendere la sensibilità di chi sente il fascismo aberrante. Insomma : Verona è una città bellissima. Certi scempio andrebbero evitati.

    1. Grazie, Luciana; è anche – purtroppo – lisciare il pelo a chi non considera il fascismo un’esperienza storica aberrante.

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