Focus

Attaccati al tram!

Il progetto deve andare avanti. I lavori dureranno tre anni. Auspicabili diversi miglioramenti.  Butti: “Comune assente, ma non facciamo gli schizzinosi”. Rupiani: “Il progetto è in sicurezza tecnologica, ambientale e finanziaria”. Menna: “Diverse criticità nel percorso e manca la mappatura dei sottoservizi”; Caleffi: “A Verona si discute senza concludere nulla. Le amministrazioni devono continuare e non disfare i progetti ereditati come ha fatto Sboarina”. Vallani: “Come ha fatto Sboarina nel 2017 e come ha fatto Tosi nel 2007”.

Vizi privati, pubbliche virtù. SAVE oltre SAVE

Alla fine, nel partecipato dibattito sull’ Aeroporto Catullo di martedì scorso, “Vizi privati e pubbliche virtù. Le prospettive dell’aeroporto Catullo tra politica e mercato”, promosso da La città che sale, si è avuta l’impressione che il sottotitolo alla Favola delle api di Bernard de Mandeville andasse invertito, per alludere alle travagliatissime,  pluriennali,  vicende gestionali del nostro Aeroporto: pubblici i vizi e private le virtù.  

La destra che c’è. E quella che non c’è

La destra che c’è. Il Manuale Cencelli di Palazzo Barbieri. Due partiti pesanti e un movimento, leggero, di potere. Quindici anni di “destra”: un po’ di storia. I due mandati di Michela Sironi Mariotti. Lo chock Paolo Zanotto. Le amministrative del 2007: l’idrovora Flavio Tosi, duro e puro. Il secondo mandato del “barbaro sognante”, tra progetti falliti e arresti in giunta. Crisi e rinascita della Lega. Il buttafuori Salvini e lo scisma veronese. Il voto del 2017: il calvario di Flavio Tosi. Alla ricerca della destra che non c’è. Superare gli schemi del passato. La possibile variante di centrosinistra

Storia di un traforo mai nato

La prima idea nel 1944. I progetti “lunghi” e quelli “corti”. Tunnel diversi per esigenze diverse. I progetti di Michela Sironi e di Paolo Zanotto. I Comitati dei cittadini pro e contro. Flavio Tosi: fare, fare, fare: ma non si è fatto. La Technital e un project financing irrealistico. Intervista a Luciano Butti: “Un’ipoteca sulla città per 50 anni. Ma il problema di Veronetta è reale”.

Fare Fondazione

Come conciliare la tutela dei beni culturali con l’efficienza della gestione. Le carenze strutturali di musei e luoghi d’arte nazionali. Il ricchissimo patrimonio storico-artistico-museale veronese e l’imponente flusso di turisti (e di incassi) pre Covid. La cultura come fattore economico trainante della nostra economia. Il ruolo dei privati: banche, imprenditori, istituzioni. Il parere su Verona e Brescia di Paola Marini, Roberto Capuzzo, Silvio Zanolli, Stefano Karadjov, Valerio Terraroli.

Orizzonte mondo. Scenari della logistica veronese

Quadrante Europa, tutto bene. Ma il territorio manca di politica
Gli scenari internazionali della logistica. La via della seta e l’Italia. Il Quadrante Europa, eccellenza veronese. Il contributo a sostenibilità ambientale e mobilità. Un decennio per decarbonizzare. Le prospettive della Marangona. Troppo deboli Regione e Comune nella pianificazione territoriale.

La finanza perduta

Il caso veronese tra logiche di mercato ed opportunità territoriali
E chi l’ha detto che Verona non ha mai voglia di discutere e confrontarsi? A smentire questo luogo comune sono stati un centinaio di cittadini veronesi che la sera del 15 marzo sono rimasti incollati al pc fino a mezzanotte per discutere di banche, soldi e responsabili delle catastrofiche vicende della finanza veronese.

Toc toc, “C’è nessuno? Sono il Piano Folin!” / 2

E’ solo uno studio: deve diventare un vero piano urbanistico. Caleffi, Cambruzzi, Ricciuti, Zenatello: ora il pallino tocca al Comune. In gioco il futuro del centro storico, che non deve diventare una piccola Disneyland. Va aggiornato il PAT. Opportunità e rischi da discutere assieme. Cariverona e la città attendono una riposta dall’amministrazione.

Prospettiva Folin. Un’idea di Verona / 1

Urbanistica, identità urbana, business. Verona riparte? Una scommessa per la città. Punti di forza e di debolezza. Il nodo politico: Sboarina vs Mazzucco. Le opinioni di pianificatori, politici, associazioni e museologi. Un’esigenza su tutte: discutere

Uno, nessuno e centomila. Il relativismo della destra veronese

Abstract. La destra veronese soffre di relativismo pirandelliano. Le avvisaglie dello squagliamento della maggioranza con il caso Segre-Almirante. Poi la figuraccia del drug test, ritirato in sordina. Dopo la pausa del lockdown, il colpo di grazia dal caso Agsm-A2A e dalla “Zona Trenta”. La frammentazione polinesiana della destra veronese. Crocifissi e fasci littori per mascherare il nulla. Flavio Tosi potrebbe riprendersi la destra, ma per fare che, visti gli interlocutori? La destra è complessivamente scollata dai settori più qualificati della società civile veronese.

Firma anche tu!
No a Via Giorgio Almirante! Lettera aperta al Prefetto di Verona