GRANDE CASTELVECCHIO. LETTERA APERTA

Pubblichiamo la “lettera aperta” inviata il 1 luglio 2026 dalla Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio alle istituzioni nazionali e locali

Lettera aperta al
Signor Ministro della Difesa Dott. Guido Crosetto
Signor Ministro della Cultura Dott. Alessandro Giuli
Signora Direttrice dell’Agenzia del Demanio Dott.ssa Alessandra Dal Verme
e per conoscenza
Signor Ministro del Turismo Dott. Gian Marco Mazzi
Signora Ministra per le Disabilità Dott.ssa Alessandra Locatelli
Sig. Sindaco del Comune di Verona dott. Damiano Tommasi

OGGETTO: COMPLESSO MONUMENTALE DI CASTELVECCHIO A VERONA

Signor Ministro Crosetto, Signor Ministro Giuli, Signora Direttrice Dal Verme,

con questa lettera aperta la Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio di Verona, e le associazioni firmatarie che aderiscono alla lettera, International Council of Museums – ICOM – Italia e Associazione Italiana per gli Studi Urbani – AISU, si permettono di sottoporre alla Vostra cortese attenzione una tematica relativa all’ampliamento del Museo Civico di Castelvecchio resa tra l’altro indispensabile anche per la fruizione per le persone con disabilità.

La Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio è un comitato cui aderiscono, oltre a 700 privati cittadini veronesi, l’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti Conservatori della provincia di Verona, l’Associazione Amici dei Civici Musei di Verona, Italia Nostra ‒ sezione di Verona, Verona Polis osservatorio territoriale, Magy’s Verona e River Primavere Urbane. Essa si è costituita a sostegno e tutela del celeberrimo Museo Civico ‒ di cui cade quest’anno il centenario dell’insediamento nel grande complesso monumentale di Castelvecchio ‒ e della cogente necessità di ampliamento dello stesso per consentire ulteriori spazi necessari per aumentare la superficie espositiva e per l’adeguamento dei principali servizi di base ora non più procrastinabili in considerazione di un pubblico sempre crescente di oltre 200.000 visitatori all’anno e di flussi turistici sempre maggiori. Gli unici spazi di ampliamento presenti nel complesso di Castelvecchio sono attualmente occupati dal Circolo Unificato dell’Esercito al quale sono state proposte nel tempo da diverse Amministrazioni Comunali – coerentemente con un necessario trasloco ‒ varie e adeguate sedi congruenti con le sue necessità.

Il Museo, noto a livello internazionale per il restauro e l’allestimento museografico compiuto in più fasi tra 1958 e 1975 dal grande architetto Carlo Scarpa sotto la lungimirante direzione di Licisco Magagnato, non può ovviamente essere trasferito altrove dato che ‘contenuto’ e ‘contenitore’ sono stati pensati nell’intervento scarpiano come un unicum: un esempio non frequente di restauro architettonico e allestimento museografico per mano di un unico professionista. È questo un tratto fortemente distintivo dell’opera del grande architetto veneziano e anche per tale ragione esso è ancora oggi oggetto di studio da parte di studiosi e studenti di architettura provenienti da tutto il mondo.

Alla luce di quanto esposto, ci rivolgiamo direttamente a Voi per presentare le criticità inerenti all’attuale situazione del Civico Museo di Castelvecchio che ha sede in una parte del complesso monumentale del Castello fondato nel 1354 da Cangrande II della Scala. Tali criticità potrebbero essere sanate con l’ampliamento negli spazi attualmente occupati ancora oggi dal Circolo Unificato.

Di seguito ne diamo conto per voci generali:

assenza di strutture adeguate alla biglietteria e all’accoglienza;
assenza di guardaroba e deposito borse/zaini;
difficile accessibilità per persone diversamente abili nelle sale espositive di una parte del castello;
carenza di spazi espositivi, con conseguente impossibilità di esporre parti importanti delle collezioni;
carenza di spazi per gli uffici;
carenza di servizi igienici (attualmente ve ne è uno solo);
assenza di spazi per la didattica;
assenza di sala conferenze;
assenza di bookshop adeguato;
assenza di caffetteria/ristorante;


Nel corso degli anni tutte le voci sopra indicate sono state oggetto di colloqui con gli amministratori locali e con i responsabili del Circolo e sono state presentate anche in occasione di convegni aperti alla cittadinanza. Ad oggi, anche alla luce della sempre maggiore affluenza turistica, è indispensabile un’azione concreta e risolutiva di queste problematiche per consentire al museo di svolgere pienamente il suo ruolo nel rispetto della definizione adottata nel 2022 dall’ICOM – International Conference of Museums – alla base delle legislazioni nazionali e delle raccomandazioni Unesco sulla protezione e promozione dei musei.

La situazione odierna è quella riscontrabile nelle due planimetrie di seguito riportate, dove si evidenziano i metri quadrati utilizzati dal Museo – 3.500 mq coperti e 3.300 mq scoperti (contrassegnati con il colore rosso) – e i metri quadrati occupati dal Circolo – 2.000 mq coperti (contrassegnati con il colore blu) –, cui vanno sommati 1600 mq di aree scoperte.

Un’altra planimetria qui sotto [ndr]

Come si è arrivati alla situazione attuale


1928

Nel 1928 lo Stato, dismesso l’utilizzo del castello a caserma, ha assegnato al Comune di Verona l’uso esclusivo dell’intero complesso monumentale per realizzarvi il museo civico, con la sola precisazione che il Circolo Ufficiali avrebbe dovuto trasferirsi altrove non appena il Comune di Verona avesse messo a disposizione altri locali idonei (dato che in quella stessa data occupava dei locali in locazione autorizzata solo fino al 1954).

1954 – 1984

Le soluzioni proposte a tale scopo dalle amministrazioni che si sono succedute nel corso del tempo non sono mai state accolte. Scaduto il contratto di locazione nel 1954, il Circolo ha continuato a occupare di fatto i locali sino al 1983, anno in cui li ha riconsegnati allo Stato pagando gli arretrati per i 29 anni di conduzione trascorsi (1954-1983). Lo Stato, quindi, ha riassegnato tali locali al Ministero della Difesa in “uso governativo” per i fini istituzionali delle Forze Armate (sala mensa, sala comando, sala logistica) e il Circolo fu autorizzato nel 1984 – previo pagamento di un canone – al co-uso di alcuni locali con le stesse Forze Armate mantenendo così la propria sede nel castello.

2016

Dopo che il nuovo Codice dell’ordinamento militare (D.lvo 66/2010) ha riconosciuto che anche la destinazione di alcuni locali a Circolo può essere considerata in “uso governativo” (uso gratuito dei locali e spese di manutenzione a carico dello Stato), con atto del 5 luglio 2016, sono stati assegnati dall’Agenzia del Demanio al Ministero della Difesa, perché li adibisse a Circolo Unificato dell’Esercito tutti i locali precedentemente occupati in uso governativo dal Ministero della Difesa dal 1983 e, quindi, non solo quei locali che il Circolo era stato autorizzato nel 1984 ad occupare in co-uso, ma anche quelli che erano stati assegnati per fini istituzionali delle forze armate e, quindi, in uso governativo (sala mensa, sala comando e sala logistica).

Sempre nel luglio 2016 in applicazione delle norme sul Federalismo Culturale e del relativo accordo di valorizzazione concluso tra Comune, Demanio e Ministero della Cultura, lo Stato trasferì al Comune di Verona la proprietà definitiva della sola porzione di Castelvecchio che ospitava il museo fin dal 1928. Quindi, anche se l’atto del 1928 concedeva al Comune l’uso dell’intero castello, nel 2016 la proprietà di parte del castello fu trasferita al Comune e altra parte data in concessione al Ministero della Difesa.

2025

Oltre a tutto questo, recentemente, nell’aprile del 2025, il Ministero della Difesa ha chiesto alla competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, l’autorizzazione per destinare i 400 mq del primo piano del Circolo Unificato dell’Esercito a struttura recettiva costituita da sette stanze da letto con bagno, previo espletamento dei lavori di cui pure è stata chiesta l’autorizzazione.

Una sola possibilità di ampliamento per il Museo
Varie possibilità per il Circolo Unificato dell’Esercito
Un privilegio per le Forze Armate, una necessità per l’interesse culturale
dell’intera comunità internazionale

.

Cosa dice la legge


Sulla base di quanto sopra esposto, è evidente che vi sia assoluta necessità di acquisire da parte del Museo gli spazi occupati dal Circolo; infatti, come illustrato precedentemente, trattandosi di un unicum architettonico e museografico il Museo può espandersi solo nell’ambito del castello, mentre il Circolo può essere convenientemente e rispettosamente ospitato altrove. Si rimarca che il mancato trasferimento del Circolo impedisce la possibilità per il Museo di offrire i servizi essenziali sopra illustrati, e ciò determina a parere della Civica Alleanza, un danno grave per la città di Verona e per tutta la comunità internazionale.

L?avvocato Stefano Dindo, presidente
della Civica Alleanza per il Grande Castelvecchio
Una sala espositiva del Museo

Di più. Il rifiuto di accettare il trasferimento del Circolo, tenuto conto del tempo trascorso e della comparazione dei valori anche costituzionali coinvolti, non aiuta certamente a conseguire quei “proficui rapporti di democratica interazione con la collettività”, che ai sensi dell’art. 464 del Dpr 15 marzo 2010 n. 90 (testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare), concorrono a legittimare la scelta del legislatore di aver riconosciuto che anche i circoli ufficiali possano rientrare nell’uso governativo (quindi gratuito) di immobili dello Stato.

A tutto questo si aggiunge che, a seguito degli accertamenti eseguiti dalla Civica Alleanza, risultano le seguenti criticità legali, derivanti dall’occupazione in uso governativo dei locali da parte del Circolo:

la concessione da parte del Demanio al Ministero della Difesa del 5 luglio 2016 è stata rilasciata in violazione dell’art. 57 bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio, perché è avvenuta senza la preventiva e obbligatoria autorizzazione da parte del Ministero della Cultura, senza la quale nessuno, neppure il Ministero della Difesa, può occupare locali statali iscritti nel registro beni storico – monumentali che, ai sensi dell’art. 102 del Codice, dovrebbero essere di regola aperti al pubblico e non goduti in via esclusiva da pochi; l’autorizzazione è atto fondamentale del Ministero della Cultura perché consente al Ministero l’esame degli interessi a volte contrapposti che sono in gioco e che vanno risolti nel rispetto delle norme di legge. Nel nostro caso, da un lato gli interessi della città di Verona e della comunità internazionale che ha necessità di completare il museo che non può essere trasferito in altra sede; dall’altro l’interesse delle Forze Armate di disporre di locali idonei per un Circolo dell’Esercito che, come stabilito nel 1928 possono essere reperiti anche altrove; si prospetta, inoltre, la possibile violazione dell’art. 464 del Dpr 15 marzo 2010 n. 90, che richiama la necessità che siano rispettati i principi di economicità e funzionalità, sempre applicabili in caso di uso gratuito di beni pubblici, perché 2000 metri quadrati coperti e 1600 scoperti assegnati al Circolo di Verona sono evidentemente eccessivi rispetto alle reali esigenze, anche al solo confronto con gli 800 metri quadrati complessivi del Circolo che ha sede nella capitale, che ha significative funzioni di rappresentanza.
Si consideri inoltre che una parte notevole (probabilmente la maggior parte) dei frequentatori dei locali del Circolo non sono militari in servizio, o pensionati delle forze armate e loro famigliari titolari della Carta Esercito; molti dei frequentatori sono titolari della semplice Carta Amici dell’Esercito, ottenibile da chi faccia domanda che, se accettata, comporta poi il pagamento di una somma simbolica per frequentare il Circolo e fruire dei suoi servizi.

Una sala del Circolo Ufficiali

Di più. Gli spazi del Circolo e i servizi di ristorazione e bar sono sovente goduti anche da terzi non muniti della Carta dell’Esercito o della Carta Amici dell’Esercito, in occasione di eventi che includono, ad esempio, convegni e/o riunioni, spesso periodiche, di associazioni private cittadine, anche perché tali terzi possono fruire di prezzi particolarmente competitivi, che incidono sulle loro scelte economiche. Ciò lo si deve oltre che al prestigio dei locali, ubicati nel castello, anche grazie al fatto che alcuni locali del Circolo sono a loro volta assegnati dal Demanio al concessionario del servizio di ristorazione e bar per un canone modesto indicato nel bando di 7.660 euro all’anno e al fatto che, se la dimensione dell’evento e/o delle cene lo richiedono, vengono messi a disposizione dei terzi anche il vasto salone e altri spazi del Circolo. Va poi, inoltre, ricordato che il concessionario riceve dal Ministero della Difesa, indicativamente, 900.000 euro per il triennio della durata della concessione (ora in scadenza), per garantire ai fruitori delle Carte Esercito o Amici dell’Esercito il servizio di ristorazione e bar ai prezzi indicati nel bando.

Il nostro appello


Signor Ministro della Difesa, Signor Ministro della Cultura, Signora Direttrice dell’Agenzia del Demanio storicamente il rapporto di Verona con le Forze Armate è sempre stato buono ed è nostro desiderio che rimanga tale.

Sono trascorsi quasi cento anni da quando lo Stato ha deciso di destinare l’intero Castelvecchio a museo, e, ciò nonostante, non solo il trasferimento del Circolo non è avvenuto, ma si prospetta addirittura la realizzazione di sette camere con bagno a uso foresteria, che se attuata impedirebbe ulteriormente la possibilità di ampliare il Museo come previsto.

La Civica Alleanza in questi anni ha ripetutamente interloquito con l’Autorità Militare, proponendo soluzioni e donando anche un progetto di trasferimento del Circolo in locali idonei, previa la loro sistemazione. Ma attualmente, nessuna richiesta di dialogo avanzata dalla Civica Alleanza ha avuto riscontro, se non nei fatti, visto che il Ministero della Difesa ha ritenuto addirittura di presentare il progetto di realizzazione di una foresteria nel castello medievale; neppure ha avuto riscontro la lettera dell’11 luglio 2024, pure inviata ai Ministeri della Difesa e della Cultura e all’Agenzia del Demanio – Sede del Veneto.

Si chiede quindi con lo strumento della lettera aperta:

al Ministro della Difesa di prendere atto di quanto sopra e di intervenire, per quanto di competenza, affinché le Forze Armate accettino d’intesa con il Comune di Verona le offerte proposte; non realizzino una foresteria con sette stanze con bagno all’interno di Castelvecchio e trasferiscano il Circolo Unificato dell’Esercito di Verona lasciando a disposizione del Museo di Castelvecchio gli spazi attualmente occupati dal Circolo stesso;

al Ministro della Cultura di prendere atto di quanto sopra e di intervenire, per quanto di competenza, affinché l’intero complesso monumentale di Castelvecchio di Verona sia fruibile alla comunità come museo nel rispetto delle norme previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio;

alla Direttrice dell’Agenzia del Demanio di prendere atto delle criticità legali indicate nelle precedenti lettere a) e b) e di dar corso alle conseguenti attività di competenza dell’Agenzia del Demanio, per il rispetto delle norme ivi menzionate, che sono applicabili anche nei confronti del Ministero della Difesa e che devono essere rispettate dalle istituzioni.

Tutto ciò secondo quanto era stato previsto dallo Stato Italiano già nel 1928.

Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio
Il Presidente Avv. Stefano Dindo

Aderiscono:
International Council of Museums – ICOM – Italia
La presidente Antonella Pinna

Associazione Italiana per gli Studi Urbani – AISU
La presidente Elena Svalduz