Via Giorgio Almirante: doppio autogoal!

Comunicato stampa del 1 luglio 2020

Le lettera dell’Amministrazione
Il Comune non indica al Prefetto la via da intitolare; e denuncia il razzismo del fu segretario del MSI

Nuovo, imbarazzante e tragicomico capitolo della penosa vicenda della proposta fatta a gennaio dal Comune di Verona di intitolare una via cittadina all’onorevole Giorgio Almirante. La città che sale ha potuto consultare le due surreali lettere inviate in gennaio alla Prefettura di Verona dalla Giunta di Palazzo Barbieri, evidentemente in grande imbarazzo, se non in preda al panico, di fronte alle 2200 firme raccolte in pochi giorni da La città che sale contro quella proposta; e allo sconcerto manifestato dalla intera stampa nazionale verso la sciagurata iniziativa, per di più abbinata, contro ogni buon senso, alla contemporanea concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre.

Vediamo i fatti. Il 20 gennaio 2020 la Giunta al completo invia una lettera alla Prefettura di Verona contenente copia della “Delibera di giunta comunale n.3 del 08.01.20 istituzione di un nuovo toponimo Giorgio Almirante”.

Nella delibera, non è indicata quale strada intitolare…

La lettera, tuttavia, è priva di un elemento fondamentale: l’indicazione della via o della piazza da intitolare a Giorgio Almirante! Va da sé che scegliere un vicolo cieco o un grande viale è un aspetto decisivo di ogni decisione odonomastica e che la Prefettura non può perciò decidere in merito. Tanto che chiede al Comune una “integrazione”. Ma la lettera non è solo priva di questo elemento: manca anche di un profilo biografico dell’onorevole Almirante che sostenga le ragioni della proposta! E come si fa a decidere? Il Comune, allora, il 29 gennaio, ottempera, ma solo in parte, alla richiesta: la Dirigente della Direzione Servizi ai Cittadini d.ssa Paola Zanchetta spiega che “il toponimo proposto non è al momento assegnato ad alcun sito” e che “in base alle future esigenze di denominazione di strade o piazze, sarà effettuata la scelta del luogo di intitolazione”. E’ evidente che il Comune vuole spegnere il clamore suscitato dall’improvvida iniziativa con un penoso escamotage: in difetto di indicazioni, la Prefettura non potrà autorizzare alcunché. E la cosa finirà lì.

…e la biografia presentata dal Comune distrugge la figura di Almirante!

La stessa lettera, tuttavia, soddisfa la seconda richiesta di integrazione, trasmettendo alla Prefettura Associazione La città che sale – www.lacittachesale.eu – 3519897926 dei profili biografici di Giorgio Almirante letteralmente stupefacenti. Lungi dall’esaltarne la figura, come ci si aspetterebbe da chi vuole onorare una personalità, i testi distruggono in un colpo solo la credibilità dell’onorevole – essendo veritieri – e di chi ha fatto la proposta.

Dell’uomo a cui il Comune vorrebbe intitolare una strada, il Comune stesso, infatti, fornisce delle informazioni come queste: “Nel 1938 è..segretario di redazione della ‘Difesa della Razza’, il periodico razzista diretto dallo stesso Interlandi”… “Tra i firmatari nel 1938 del Manifesto della Razza…e segretario della rivista antrisemita e razzista ‘La difesa della razza’, il 5 maggio 1942 scriveva sulla stessa: ‘il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti , se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza”… “Anche lui, come molti giovani fascisti, fa professione di fede razzista”…”nel novembre del 1944 decide di partecipare alle spedizioni antipartigiane, come quella della Valdossola….” Il 17 maggio del 1944, come vicario del ministro repubblichino Mezzasomma, firmava un decreto della Prefettura di Grosseto nel quale annunciava, riferendosi agli “sbandati e appartenenti alle bande” che “tutti coloro che non si saranno presentati saranno considerati fuori legge e passati per le armi mediante fucilazione alla schiena”. Il 25 aprile del 1945, nel’Italia liberata, entra in clandestinità…” In occasione delle Comunali di Roma del 1947 la Questura di Roma diffondeva un comunicato: “il dr. Giorgio Almirante ..è stato deferito alla Commissione provinciale per il confino quale elemento pericoloso all’esercizio delle libertrà democratiche..per le sue recenti manifestazioni politiche di esaltazione dell’infausto ventennio fascista e di propaganda di principi sovvertitori delle istituzioni democratiche …”“…accusato di apologia del fascismi dopo un comizio durante la campagna elettorale per le amministrative, viene condannato al confino per un anno”…”nel giugno del 1972 la Procura di Milano chiede alla Camera l’autorizzazione a procedere contro Almirante per il reato di ricostituzione del partito fascista”..”In seguito alle indagini sulla strage di Peteano, il terrorista neofascista Vincenzo Vinciguerra – reo confesso per strage – rivelò nel 1982 come Almirante avesse fatto pervenire la somma di 35 mila dollari al terrorista Carlo Cicuttini, dirigente del MSI friulano e autore della strage…” e poi i legami con Gelli, i generali golpisti inseriti nel partito…

I documenti allegati dal Sindaco ci rincuorano sulla nostra obiettività: nella Lettera aperta che inviammo al Prefetto nel gennaio scorso, ricordavamo, dell’onorevole Giorgio Almirante, esattamente gli stessi trascorsi biografici. Come interpretare un pasticcio del genere? Confusione ideologica? Ingenuità? Scarsa confidenza con la storia del nostro Paese? Superficiale tentativo di catturare il consenso dei nostalgici? E chi lo sa. Di nuovo, rischiamo di fare ridere tutta Italia.

Una sola, piccola, domanda sincera

Desideriamo perciò rivolgere all’avv. Sboarina una sola, piccola domanda sincera: “Signor Sindaco, ma se voi stessi pensate tanto male di Giorgio Almirante, come vi è saltato in mente di proporlo per una via cittadina”?